Comunicare globalmente coinvolgere localmente

Comunicare globalmente

La complessità degli scenari economici e geopolitici, l’instabilità dei mercati mondiali, le sfide dell’innovazione e l’accesso allargato all’informazione impongono ai grandi player dell’energia due importanti direttrici di cambiamento: all’interno, capacità di visione e di adattamento, condivisione delle migliori esperienze, conoscenza delle aspettative degli stakeholder; all’esterno, volontà di confrontarsi, di essere competitivi e di imporsi come interlocutori autorevoli e riconoscibili.
L’affermazione della leadership del Gruppo Enel nel settore dell’energia, infatti, passa necessariamente dalla reputazione:
un brand forte e riconoscibile, una partnership responsabile con le comunità locali e i territori che ospitano centrali e altre attività, l’autorevolezza nelle relazioni con i governi e con le autorità dei Paesi in cui si opera (e nei contesti multilaterali). Una buona reputazione si basa, a sua volta, su una relazione stabile, continua e integrata con i diversi stakeholder, e in particolare con la società, fondata sulla fiducia e sul rispetto di valori condivisi. Un rapporto strategico, tenuto conto che, nei prossimi anni,le compagnie energetiche saranno sempre più vicine al consumatore attraverso le smart grid e i contatori intelligenti, l’auto elettrica, la generazione distribuita e altri prodotti e servizi che porteranno l’energia sempre più vicina al cliente finale.
In questo scenario, si colloca l’impegno di Enel per un dialogo aperto, trasparente e attento alle esigenze delle comunità in cui vive e opera. Pensare globale, agire lo cale: è in una parola – “glocal” – che può riassumersi la modalità con cui Enel costruisce ogni giorno il rapporto con i suoi stakeholder. Un network relazionale proprio di una multinazionale dell’energia presente in 40 Paesi di quattro continenti sociale ed economico.

La ricerca di una comunicazione in grado di parlare efficacemente alle comunità locali e, al contempo, di usare un linguaggio sovranazionale è necessaria anche alla luce della difficile situazione socio-economica globale e delle tendenze peculiari dei Paesi in cui Enel opera: la crisi economica mondiale ha infatti prodotto spinte protezionistiche e in alcuni casi politiche nazionaliste. Si moltiplicano tendenze autonomiste e fiammate di orgoglio nazionali attraversano numerosi Paesi. In questo difficile contesto Enel si trova a dover consolidare il suo nuovo profilo di multinazionale, trovando un terreno comune di dialogo con le istituzioni dei vari Paesi in cui opera.
Oggi il confronto con le istituzioni è dialettico, spesso duro e richiede una profonda conoscenza delle dinamiche istituzionali e politiche, del sistema legislativo e delle procedure. Il rafforzamento dei rapporti istituzionali è il frutto di un lavoro di squadra tra gli uffici di Roma, Bruxelles e Washington e dell’utilizzo di nuovi strumenti: l’analisi Paese attraverso un approccio riskbased, l’advocacy bilaterale per presidiare gli interessi nei Paesi, lavorando in sinergia tra Enel ed Endesa per avere maggior peso e voce nei negoziati multilaterali e nelle organizzazioni internazionali. L’obiettivo è quello di sviluppare una rete istituzionale internazionale, potenziando l’analisi geopolitica e la mappatura del rischio nei Paesi.
Attraverso un’accurata analisi dei contesti in cui agisce e una metodologia di conoscenza capillare dei suoi stakeholder, Enel ha avviato un modello relazionale proattivo e misurabile per ottimizzare il community engagement condividendo centralmente alcune linee-guida strategiche e adattandosi ai diversi contesti locali. Metodologie e strumenti di comunicazione innovativi, che significano spesso un ripensamento del modo di lavorare in un’ottica di integrazione e multiculturalità.